All’ombra di ulivi secolari, una terra che narra storie millenarie
Benvenuti in Terra d’Arneo

In questo lembo meridionale d’Italia, dominato da ulivi giganti dai tronchi scultorei che custodiscono storie e raccontano il percorso dell’umanità.

Sarete accolti dal calore e dall’ospitalità della gente d’Arneo e da tradizioni che vengono da lontano, da circa 15.000 anni di continuo “melting pot” fatto di culture e genti diverse, di conquiste, colonizzazioni, avvicendamenti e lotte per la libertà che hanno reso la gente cordiale e disponibile.

Qui l’ospite è sacro!

Questa pagine vi faranno conoscere, attraverso interessanti itinerari nella Terra d’Arneo, i territori che coronano l’arco jonico a nord-ovest della provincia di Lecce, sino a giungere nel cuore del nord Salento. La ricchezza culturale di questa terra è nella conformazione geografica particolarmente variegata e nel paesaggio che modifica spesso fisionomia e caratteri.

Un’articolata vegetazione spontanea, ove si alternano macchia mediterranea, boschi di varie specie quercine e pino d’aleppo, dune e canali fanno da scenografi a e da cornice al mare cristallino, mentre l’entroterra off re un orizzonte continuo di uliveti e vigneti, masserie e muretti a secco, monumenti in pietra, ville e giardini. Il territorio mostra i segni incancellabili di un’attività umana costante, che trova la sua giustifi cazione nell’abbondanza d’acqua superfi ciale, nella fertilità dei terreni e nella struttura della costa, ricca di numerose insenature e altrettante cavità che hanno agevolato lo stanziamento di popolazioni primitive e l’approdo di popoli provenienti da altre regioni del Mediterraneo. Del popolamento preistorico sono testimonianza signifi cativa la Grotta di Uluzzo e la Grotta del Cavallo; del Neolitico sono i reperti rinvenuti presso la contrada Boncore e nel rilievo cretaceo della Serra Cicora. Altre testimonianze di epoca preistorica si trovano nel villaggio sulla penisola della Strea; dell’età del bronzo nel sito di Scalo di Furno dove sono state rinvenute, fra i vari reperti, statuette votive e un’area dedicata al culto della dea Thana. Le città, invece, hanno un patrimonio racchiuso soprattutto nei centri storici, composti da case tipicamente mediterranee, chiese e palazzi barocchi che si affacciano su strade strette invase da profumi che rievocano antiche tradizioni.

Ma perché “Arneo”? Il termine “Arneo” deriva, secondo studi prevalenti, da Arna, formazione linguistica mediterranea che indicava un letto di fiume o paludi. Nei territori di Salice, di Guagnano e di Veglie, infatti, erano molto diff usi terreni acquitrinosi e fertili che hanno permesso all’uomo di coltivare la terra o allevare il bestiame in pianta stabile. Altre ipotesi, invece, lo considerano derivante da Varneo, luogo sito a nord della masseria S. Chiara, in cui era situato il Pozzo d’Arneo, famoso per la sua abbondante acqua, mentre altri lo ricollegano al temine greco Arnòs (agnello) per il fatto che le masserie erano ricche di allevamenti di pecore. Un’area, dunque, privilegiata sia perché attraversata per tutta la sua lunghezza dall’antico asse viario che collegava Taranto al Capo di Leuca (e che raccordava i molti centri messapici), sia per la vicinanza ad un importante scalo marittimo come quello di Gallipoli, che da sempre ha favorito gli scambi tra la gente d’Arneo e le civiltà arabe e bizantine, che hanno lasciato segni indelebili nella cultura e nel territorio d’Arneo.

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